martedì 13 giugno 2017

Fiabe e favole. La storia e alcune regole.


Vi siete mai chiesti da dove vengano le fiabe e le favole e come siano nate?
Se fossero da subito narrazioni per l’infanzia?
Se avessero la stessa struttura narrativa che conosciamo?
Il perché ce le abbiano raccontate?
Se abbia ancora un senso leggere e scriverle e da dove nasca il bisogno di farlo?
Le fiabe sono testi di narrazione popolare che fanno parte della cultura di ogni popolo.
I personaggi usati, che variano da regione geografica, sono fate, orchi, giganti, streghe…
Nacquero con la finalità di tramandare storie, educare, impartire regole con intenti «allegorici e morali».
La favola, termine spesso ed erroneamente usato come sinonimo delle prime, ha un testo molto più breve, la cui funzione è meramente educativa (ricordate quelle di Esopo e Fedro?) che hanno per protagonisti animali con vizi e virtù umane.
Storicamente sono molto più vecchie delle favole ma meno adatti all’infanzia perché i contenuti non sono facilmente comprensibili ai bambini.
L’Europa vanta una vasta tradizione di entrambe i generi, con autori, oltre a Esopo e Fedro creatori di fiabe famosissime, che hanno scritto testi intramontabili e tuttora proposti (purtroppo con parsimonia) ai piccoli.
Come ogni genere letterario hanno delle caratteristiche e delle regole:

·       essendo testi per bambini devono essere brevi e scritti con un linguaggio adeguato
·       i personaggi e i luoghi non hanno bisogno di essere ben definiti (c’era una volta… tanto tempo fa…) potrebbe riferirsi a dieci anni prima come a cento
·       scarsa connotazione con la realtà perché gli eventi narrati non possono far parte della vita reale (magia, sortilegi…)
·       non ci sono mezze misure: il buono è buono e il cattivo è cattivo
·       la storia ha inizio con una situazione di pace (relativa o reale) ma la tempesta è in agguato e ai protagonisti, o al protagonista, sta per accadere qualcosa
·       la trama ha uno scopo (nell’antichità era quella di tramandare storie che appartenevano alla propria cultura) sia esso educativo, informativo, pedagogico
·       il bambino deve essere accompagnato a percorrere un tragitto fantastico nel quale nessuna paura, tragedia o situazione conflittuale rimane irrisolta
·       il finale deve essere chiaro, comprensibile ai bambini nel rispetto della loro età

Cosa occorre per scrivere una buona fiaba o favola?
Essere disposti a tornare un po’ bambini, a usare un linguaggio semplice, a non dimenticare mai che l’utente è un bimbo a cui non interessano i nostri travagli interiori di adulti, ma cerca (e dovrebbe sempre trovarlo) nelle fiabe una soluzione ai suoi conflitti, alle sue paure, ai suoi dubbi.
Scrive Bettelheim: «Oggi come in passato il compito più importante ed anche il più difficile che si pone a chi ha un bambino è quello di aiutare a trovare un significato nella vita» questo è proprio ciò di cui ogni autore per l’infanzia dovrebbe tener conto.

Vi propongo un esercizio:
Scrivi una fiaba o favola tenendo conto delle regole che abbia almeno 4 personaggi:
  • personaggio principale (principessa, principe, eroina o eroe…)
  • 3 secondari, ovvero meno «importanti» per presenza rispetto al principale, ma il cui intervento sia fondamentale, per portare avanti la trama

Nel darvi appuntamento a mercoledì 21 giugno in cui parleremo ancora di fiabe, vi ricordo che potete inviare i testi a cicerimariangela@gmail.com e nel caso siano meritevoli e sufficientemente numerosi da poter costituire una raccolta testo, previa autorizzazione degli autori, saranno raccolti in un e-book.
Buon lavoro e in caso di dubbi non esitate a contattarmi.

Mariangela 
 
 
 

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