giovedì 25 febbraio 2016

Scrivere per dire ciò che a parole non diciamo


 
La scrittura è ormai considerata da tempo una modalità utile alla rielaborazione di esperienze negative.
Di fronte alle avversità reagiamo in modo personale tanto che il concetto di stress non è assoluto e condiviso, ma legato a tutta una serie di fattori indicativi di come attiviamo e usiamo le nostre risorse per uscire dalla crisi e trovare soluzioni efficaci.
Un aspetto importante del malessere legato alle avversità che tutti, in misura maggiore conosciamo, è la capacità di gestire le emozioni collegate a particolari momenti. La scrittura in questo caso può essere una modalità per osservare oggettivamente i fatti, rielaborare le situazioni, tentare di dare spiegazioni agli stati d'animo ma soprattutto reagire in modo utile.
Pennebaker, direttore del dipartimento di psicologia dell'università del Texas, ad Austin, e altri autori hanno messo in luce gli aspetti positivi legati alla narrazione di sè, dimostrando un indiscusso collegamento sia nella gestione degli eventi traumatici e stressogeni, che nella prevenzione di patologie stress correlate.
L'effetto sarebbe causato dal dover non solo riportare su carta dei fatti in modo da definire gli eventi in questione dentro spazi narrativi, che già di per sè ridimensionano l'impatto emotivo del vissuto, ma nel vedere quanto accaduto con gli occhi e le parole della narrazione, dando il via ad un percorso di consapevolezza e analisi, nuovo e arricchente.
A trarre maggior benefici da questa esperienza sarebbero le persone che nella vita di ogni giorno incontrano difficoltà a esprimere le proprie emozioni,  siano esse legate a problemi scolastici, di coppia, di lavoro, genitoriali, ma anche legati all'autostima e alla scarsa resilienza.

Cosa occorre per partecipare a incontri di narrazione?

  • Aver voglia di mettere in discussione scelte, comportamenti, azioni
  • Cercare di scrivere e descrivere i sentimenti e le emozioni provate in certi contesti, situazioni, relazioni
  • Non focalizzare l'attenzione sulla modalità di scrittura, ma sui contenuti
  • Lasciarsi guidare dalla creatività cercando di frenare il più possibile il giudice interiore
Secondo Pennabaker, inoltre, con la scrittura si metterebbero mettono in luce parti di noi non del tutto consapevolizzate che, se riconosciute e accettate, potrebbero fornire utili suggerimenti a come modificare o rafforzare comportamenti e reazioni.

 
 


 immagine tratta da: www.consulenzapedagogicakor.it