martedì 27 dicembre 2016

Corsi di Gennaio

Corsi on-line attivi dal 10 gennaio 2017

Tecniche di scrittura
corso base - 3 lezioni
costo 45 euro
 
Narrazioni per l'infanzia
corso di II° livello - 3 lezioni
costo 45 euro
 
Lezioni di creatività
livello base - 3 lezioni
costo 45 euro


Come funziona un corso on-line
Agli iscritti verranno inviate settimanalmente le dispense contenenti una parte teorica, esercitazioni pratiche, analisi strutturale, scheda dei testi inviati durante le esercitazioni. 
Per tutta la durata del corso, compreso nel prezzo, sarà offerto un servizio di tutoraggio.

Modalità di pagamento.
PostePay o Bonifico Bancario previo rilascio di ricevuta.

iscrizioni e/o informazioni
cicerimariangela@gmail.com
cell. 347.58.74.157
pagina Fb Corsi e Laboratori di scrittura creativa



Copyright © 2016 Mariangela Ciceri  - L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via e-mail, saranno immediatamente rimossi


mercoledì 14 dicembre 2016

Auguriamoci Buon Natale



Mercoledì 21 dicembre
Alessandria - via Gramsci 25
ore 18.00 - 19.00 

incontro gratuito di scrittura creativa 

Per partecipare occorre dare la propria disponibilità entro mercoledì 21/12 alle ore 13.00 lasciando un commento al post oppure inviando un messaggio a: cicerimariangela@gmail.com e scrivere una breve fiaba ambientata nel periodo natalizio.

I partecipanti avranno così l'occasione di sperimentare per la prima volta la propria creatività nella scrittura di una fiaba oppure di confrontarsi con altri autori.  

A tutti i partecipanti sarà rilasciato un piccolo «dono utile per scrivere»


Vi aspetto!! 

 

 
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domenica 4 dicembre 2016

Laboratorio Fantasy

Sabato 10 dicembre 2016
Alessandria
via Gramsci 25
 
 
C'erano una volta... re, draghi, cavalieri, demoni e stregoni.
 
Laboratorio di scrittura Fantasy condotto da Federico Brajda - redazione di Isola Illyon, il portale italiano del fantasy
Orario: 15.00 - 18.00
Minimo iscritti 5 - Le iscrizioni dovranno pervenire entro venerdì 9 dicembre
iscrizioni e informazioni
 


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giovedì 3 novembre 2016


Corso di Narrativa di II livello

informazioni

Aperto a chi ha già esperienza di narrazione e vuole migliorare o affinare le competenze acquisite. Attraverso lo studio di aspetti teorici e grazie alle esercitazioni proposte, i partecipanti avranno la possibilità di progettare e scrivere un testo ben strutturato con particolare attenzione a trame, ambientazioni e stili narrativi.
Il corso della durata di 4 incontri on-line è attivabile anche con incontri in aula (in Alessandria) con un minimo di 5 iscritti con le seguenti date: mercoledì 30 novembre ore 18.00 – 19.00; mercoledì 7- 14- 21 dicembre ore 18.00 – 19.00 

Programma corso 

  1. Tecniche di lavoro - Quando scrivere non è solo un passatempo. I tempi, i modi, le occasioni della scrittura. Strumenti e ambienti per scrivere. Motivazioni e blocchi. Organizzazione della scaletta e scelta delle idee.
  2. Stili narrativi - A ognuno il suo stile. Tecniche di ricerca del proprio. La decisione di scrivere e il genere prescelto: dall’autobiografia al romanzo psicologico. Incontri letterari con autori che hanno «dato forma» alla nostra idea di scrittura.
  3. Ambientazioni - Gli archi temporali. Il tempo in cui nasce, si sviluppa e conclude la storia che vogliamo narrare. Narrazioni e luoghi: mare, montagna, collina, la propria casa, il proprio mondo. I personaggi e i loro contesti tra conflitti, successi e conclusioni.
  4. Trame - Come capire se quella che abbiamo in mente è una «buona» trama. L’incipit e l’importanza di un inizio che piaccia al lettore. Ipotesi di stesura. Scaletta. Intreccio e fabula. La fretta di scrivere la parola «fine» e le conclusioni che non deludono.
 
 
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domenica 30 ottobre 2016

Le Fiabe che aiutano.


Il Counseling narrativo e le Fiabe che aiutano.
 
Sabato 5 novembre 2016 
Alessandria
ore 15.30 - 17.00
 

Dai un nome al «Problema»,
descrivi il «Personaggio» che lo vive o subisce,
trova la «Soluzione».
Incontro sull’uso della fiaba come strumento nella relazione di aiuto.
 
Partendo dal problema sul quale si vuole lavorare e attraverso l’uso dei personaggi della fiaba: l’eroe, il falso eroe, l’antagonista, il mandante, il mentore, il sovrano, l’aiutate e la principessa, daremo narrativamente vita a possibili soluzioni.   
L'incontro è aperto sia a operatori nella relazione di aiuto (medici, psicologi, counselor, educatori, assistenti sociali...) che  a chi desidera sperimentare in prima persona lo strumento narrativo della fiaba come problem solving ovvero come mezzo e tecnica utile all'analisi di un problema al fine di individuarne la soluzione.
 
Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione
iscrizioni entro venerdì 4 novembre inviando una mail a:
 
 
 
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giovedì 27 ottobre 2016

I personaggi maschili delle fiabe


Giovedì 3 novembre
ore 17.30 - 18.30
Alessandria
via Gramsci 25


Incontro monotematico sull'uso e significato dei personaggi maschili nelle fiabe tra simbolismo, folklore e narrazione.

costo dell'incontro 10 euro
(da pagarsi sul posto)

informazioni e prenotazioni entro le ore 12.00 di giovedì 3 novembre inviando una mail a:

 
 
 
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martedì 25 ottobre 2016

Scrivere un racconto. Dalla progettazione al finale.


corso di scrittura creativa on-line
dal 26 ottobre 2016
 
Scrivere un racconto.
Dalla progettazione al finale

4 lezioni per progettare e realizzare un racconto breve. Il corso consentirà agli iscritti di personalizzare e organizzare il proprio lavoro stabilendo tempi e modi per esprimersi, valutandolo, modificandolo e perfezionandolo con l'affiancamento di un tutor che li seguirà durante il processo creativo.
I partecipanti riceveranno, una volta a settimana, o con cadenza concordata un file .doc con parte teorica ed esercitazioni pratiche che, una volta svolte e ricevute, verranno lette e rinviate all'autore con le considerazioni del caso. Il costo è di 15 euro a lezione. Il pagamento (a fine corso) avviene tramite Bonifico Bancario o Poste Pay previa emissione di fattura/ricevuta.

Programma

1 lezione - Il manoscritto nel cassetto. Quell'idea che ho in mente da tempo ma che non riesco a   trasformare in un racconto. Modalità e tecniche per vincere l'ansia del foglio bianco.
2. lezione - Progettare. Valutare. Concretizzare. Dalla scaletta all'incipit. L'importanza di un inizio efficace.
3. lezione - Equilibrio narrativo tra rischi e potenzialità. Punti di vista della narrazione, costruzione dei personaggi, dialoghi, intrecci e trame.
4. lezione - Conclusioni e revisioni. Editor di sé stessi. Come proporre il proprio testo a concorsi ed editori.

Per informazioni o iscrizioni




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giovedì 20 ottobre 2016

I Racconti a puntate di Lara Riecci

Ecco la seconda parte del racconto di genere giallo scritto da Lara Riecci (pseudonimo) al termine del corso: Scrivere un mistero.  Se volete contattarla potete inviare una e-mail a: cicerimariangela@gmail.com

L'UOMO DELLE CANDELE - di Lara Riecci 
Seconda parte.


Marcello Grassini è il figlio della vittima.

Mentre il maresciallo gli porge le condoglianze per la perdita appena subita, lui si accarezza il mento, fissando distrattamente la scrivania ordinata che ha davanti. È un uomo di bell’aspetto, giovane, sulla trentina, con un’aria ingenua che, pensa tra sé il maresciallo prima di iniziare con le domande, deve piacere molto alle donne.
«A che ora di solito suo padre chiudeva il negozio?»
«Alle 19.00 se ne andava Alessia, ma lui restava per fare i conti e non tornava mai a casa prima delle 20.00, 20.30. Normalmente cenava con mia madre ma da qualche giorno lei è ricoverata per una frattura alla gamba. Ecco perché nessuno si è accorto che non era rientrato.»
«L’ultima volta che si sono sentiti telefonicamente?»
L’uomo mette una mano in tasca ed estrae un cavo: «È il caricabatteria di mia madre. Lo aveva dimenticato e il suo cellulare è morto da ieri pomeriggio. Sarei dovuto passare a portarglielo questa mattina, prima di andare al lavoro ma poi…» non finisce la frase, abbassa il capo e con il pollice e l’anulare della stessa mano usata prima, la sinistra, perché è mancino, si massaggia gli occhi, forse per nascondere le lacrime.
«Vi vedevate spesso?» chiede Mantegna.
«Dipendeva dai suoi impegni e dai miei. Lavoro come pubblicitario alla Immane e spesso sono fuori. L’ultima volta che ci siamo parlati è stato ieri, verso le 9.30 quando sono passato da lui, per prendere dei libri che mia madre voleva e che teneva in negozio.»
Il maresciallo annuisce, prende la penna che ha sul fascicolo Grassini e incomincia a farla roteare tra le dita. Un gesto che fa spesso quando è concentrata nel cercare di capire se chi ha davanti mente oppure è sincero e in questo caso, non ha ancora deciso se e quanto fidarsi del tipo che ha davanti.
«Come le è sembrato?»
L’uomo alza le spalle: «Normale. Irritato dall’assenza di mia madre.»
«Sa se ultimamente avesse ricevuto delle minacce? O se ci fosse qualcuno che potesse avercela con lui?»
«Tutti quelli che conosceva!» è la risposta. «Mio padre era un uomo che non sapeva farsi amare. Duro con le commesse, che per altro cambiava spesso perché non era facile sopportare il suo carattere, severo con i fornitori che dovevano sempre essere puntuali, e poco gioviale persino con i clienti. L’unica persona che lo trovava gentile e amabile è mia madre. Da che io ricordi non l’ho mai sentito alzare la voce con lei o cercare di imporsi.»
«E come padre? Che tipo di padre era?»
Grassini sorride, gli occhi fissi in quelli del commissario.
«Severo ma giusto! Direbbe qualcuno. E qualcun altro parlerebbe di irriverenza da parte mia. Sono uno di quelli a cui, come si dice, non è mai mancato nulla. Mi ha sempre dato quello che chiedevo e che poteva essere comprato. Ma riguardo all’affetto era piuttosto avaro. D’altra parte i soldi non gli sono mai mancati e ho sempre pensato che nonostante questo, certe concessioni che mi faceva erano legate al suo senso del dovere. Una volta messo al mondo, del figlio bisogna occuparsene!»
«Immagino che i soldi non arrivassero solo dal negozio che aveva qui a Bagnara?»
«Ovviamente no! Anni fa era proprietario di una piccola fabbrica d’argento a Ravenna, città dove ha ancora un negozio. Un altro invece lo ha aperto a Ferrara, sempre in oggetti in argento, dove ha vissuto fino a due inverni fa, quando il nonno materno si è ammalato e mia madre è voluta tornare qui a Bagnara per prendersi cura di lui. Sul principio sembrava che volesse ritirarsi dagli affari, andare finalmente in pensione, come diceva lui, ma erano solo parole. In realtà è vero che aveva un contabile che seguiva i negozi, ma non ha mai smesso di controllare tutto in prima persona e, incapace di stare senza fare niente, ha aperto qui, il negozio di candele.»
«Dall’argento alle candele! Un bel salto. E rendeva?»
«Non lo so! Non era a me che doveva rendere conto. Ma immagino che se non lo avesse fatto guadagnare se ne sarebbe liberato e avrebbe cercato altre forme di investimento.» Intreccia le mani sul petto e chiede: «È vero quello che dicono su chi lo avrebbe ammazzato?»
«Allude alla possibilità che sia stato lo stesso ladro che ha già colpito nei paesi limitrofi? Troppo presto dirlo, senza i risultati della scientifica non ho elementi per confermare o meno l’ipotesi» risponde il maresciallo. «Quello che mi lascia perplessa è che il ladro abbia svuotato la cassaforte, ma ignorato il Rolex d’oro che suo padre aveva al polso.»
Grassini alza le spalle: «Magari non lo ha visto!»
«Una considerazione plausibile» pensa il maresciallo spingendo indietro la sedia e alzandosi «specie per chi non aveva visto il corpo» poiché che la posizione della vittima e del suo polso destro erano tali che l’orologio non avrebbe potuto non essere notato.
«Ci vorrà qualche giorno prima di riavere indietro il corpo per i funerali» spiega al figlio della vittima.
Anche Grassini si alza e con occhi lucidi, che questa volta non fa nulla per nascondere chiede: «immagino che dovrete eseguire un’autopsia?»
«Ovviamente» replica lei aprendo la porta del suo ufficio e gettando un’occhiata in corridoio per vedere se la commessa è già arrivata. «Dovrebbe lasciare detto al brigadiere dove è ricoverata sua mamma.»
«Certo» risponde lui prima uscire, passare vicino a Alessia Capassi, in piedi nel corridoio proprio di fronte ai gabinetti e allontanarsi velocemente con la testa bassa e un’andatura decisa.
Il maresciallo Mantenga si avvicina alla ragazza e la invita ed entrare nel suo ufficio, distratta però dalla persona che è all’ingresso: lo stesso uomo che ha visto quel mattino prendere a pugni rabbiosamente il tettuccio di una macchina. Sta parlando con Mannasu, il quale lo invita a sedere mentre si interessa a Grassini e Cristina Mantenga decide di tenere ancora per un po’ a bada la sua curiosità, ed occuparsi invece della donna.
«Prego» le dice indicando la stessa sedia occupata poco prima da Marcello Grassini.
Alessia è giovane. Ha la carnagione chiara e gli occhi neri come la pece. I capelli lunghi e ricci le cadono ribelli sulle spalle mentre cerca con un gesto nervoso di allontanarne alcuni dagli occhi.
«Come si sente?» le chiede il maresciallo. «So che è stata lei a trovare il corpo.»
«Ho paura di non riuscire più a dimenticare quello che ho visto.» Cristina Mantenga annuisce. ‘Quando sono arrivata in negozio questa mattina era ancora chiuso. Di solito era il padrone ad aprire ed era un tipo puntuale. Sapevo però che la moglie era in clinica e proprio per quella ragione mi aveva lasciato un mazzo di chiavi, nel caso non fosse riuscito ad arrivare in tempo. Così sono entrata e l’ho visto.»
«Nei giorni precedenti la rapina, ha notato qualcosa di strano? Che so una macchina parcheggiata davanti al negozio, qualcuno che guardava con insistenza le vetrine?»
La ragazza scrolla il capo. «Non sono sicura che se fosse successo me ne sarei accorta. Siamo vicini a Pasqua e nelle ultime settimane abbiamo ricevuto molti articoli. Ho passato la maggior parte del tempo ad attaccare i prezzi ed è una cosa che faccio nel retrobottega.»
«Ho saputo che Grassini non era un uomo facile.» Insiste il Maresciallo. «Ricorda di qualche cliente con cui ha discusso?»
«No. Dei clienti me ne occupo sempre io, lui li avrebbe fatti scappare tutti. Per questo evitava di servirli. Ma se avesse discusso con qualcuno, in negozio, me ne sarei accorta. Non ci sono molte stanze, a parte lo sgabuzzino sul retro, dove due persone ci stanno a mala pena e strette.»
Mantegna poggia i gomiti sulla scrivania e accavalla le gambe. La Capassi è diretta, schietta, non usa giri di parole per dire quello che deve e questa è una caratteristica che il maresciallo adora nelle persone. «Secondo il medico legale» le dice «il delitto è avvenuto ieri sera, dopo che lei se ne è andata. Ha incontrato qualcuno fuori dal negozio?»
Riflette qualche secondo poi risponde di no, rafforzando la risposta con un energico cenno del capo.
«E riguardo all’incasso della giornata? Sa dirmi a quanto ammontasse?»
Un’altra breve riflessione, poi la risposta: «Direi sui 100, 120 euro. Era giovedì. Il giorno in cui si vende di più è il sabato. Poi ieri è piovuto tutto il giorno e la gente non era invogliata a uscire a fare spese.»
Il maresciallo sorride. Trova curioso il bisogno della donna di giustificare un così magro introito. Come se fosse direttamente interessata a quanto la vittima guadagnava. «Ha ragione.» Dice e dopo aver gettato un’occhiata fuori dalla finestra dove il cielo è ancora cupo e pieno di nubi aggiunge: «Anche oggi però, non è da meno. Immagino che lei percepisse uno stipendio mensile fisso che non aveva nulla a che vedere con i guadagni di Grassini?»
La donna arrossisce. «Qualche volta mi dava un’extra. Nelle giornate in cui c’erano stati molti clienti e magari mi fermavo qualche minuto in più.»
Il maresciallo si alza. «In pratica lo straordinario lo pagava in nero.»
Alessia arrossisce e scruta il maresciallo: «Non lo chiamerei straordinario…»
Mantegna si avvicina alla porta, pronta a congedare anche la seconda interrogata del giorno, la quale si alza, prendendo la borsa che aveva lasciato ai piedi della sedia. «Lei vive a Bagnara?» le chiede ancora.
«No. Io abito a Cotignola. Viaggio in pullman» e dirigendolo sguardo verso l’orologio a muro alla sua sinistra, aggiunge «ne ho uno tra qualche ora.»
«Se non se la sente di aspettare, viste le circostanze, posso farla accompagnare.»
«Non occorre, maresciallo» risponde la donna preoccupata che quanto ha appena detto riguardo agli extra del Grassini, possa metterla nei guai.
In realtà al maresciallo la cosa non interessa per niente, o almeno, non dal punto di vista che teme lei.
Congedata la commessa Cristina Mantenga cerca Mannasu. Lo trova in cucina, seduto al tavolo davanti a una tazzina.
«Oh! maresciallo!» dice vedendola e alzandosi. «Le va un po’ di caffè?»
«Sì. Ma stia comodo. Faccio da sola.» Risponde riempiendo con la caffettiera un bicchierino di plastica, perché non la va di sporcare qualcosa che poi altri devono lavare, e siede sperando che la caffeina giovi al suo mal di testa.
«Niente zucchero?» chiede il brigadiere facendo scivolare verso di lei la zuccheriera.
«Lo preferisco amaro. L’uomo con parlava prima in corridoio, cosa voleva?»
«Crosetti? Farci perdere tempo.»
«E in che modo voleva farci perdere tempo?»
Mannasu preso alla sprovvista dalla domanda arrossisce. «Mi scusi, maresciallo, non avevo capito che voleva ...»
«Tranquillo» risponde Mantegna con garbo e sorridendo. «Sono solo curiosa.»
«Fra un mese qui in paese ci sarà una manifestazione d’auto d’epoca» inizia a raccontare il brigadiere «È la prima volta che la organizzano e l’iniziativa sta suscitando l’interesse tra quelli che hanno una macchina, come il Crosetti che ha vecchio Maggiolino. Non so se l’ha notato questa mattina, era parcheggiata proprio davanti alla panetteria. L’auto gli è stata lasciata in eredità dal nonno e quando ha saputo della manifestazione è andato a recuperarla nel cascinale del cugino perché vorrebbe farla partecipare. Però» aggiunge allontanando da sé il piattino e la tazzina ormai vuota. «Non ha trovato un garage in paese ed è stato costretto a lasciarla in strada. È venuto, perché dice che qualcuno, di notte, entra nella macchina e vorrebbe sporgere denuncia.»
Anche il maresciallo finisce il suo caffè ed anche lei allontana il bicchierino. «E lei gli crede?»
Mannasu reclina la testa di lato. «Crosetti è una persona tranquilla, un mite, un don Abbondio, se mi permette. Fa il maestro elementare a Ravenna e non è proprio tipo da piantar grane, ma credo che tenga molto a quella macchina ed ho paura che qualcuno stia approfittando della sua fissazione.»
«Lo ha convinto a non sporgere denuncia?»
«Gli ho suggerito di tenere d’occhio la macchina questa notte e di chiamarci se vede qualcuno girare attorno al Maggiolino. Lei approva maresciallo?»
«Certo che approvo.» Cristina solleva il polso e controlla l’ora «ma preferirei parlare con lui. Immagino sia a casa adesso. Le andrebbe di accompagnarmi?»
«Comandi!» risponde Mannasu perplesso. Si alza e aggiunge: «prendo le chiavi della macchina.»
 

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L'UOMO DELLE CANDELE - di Lara Riecci 
Prima parte.

Bagnara di Romagna - lunedì 29 marzo - Viale Gramsci - ore 19.00 

Il negozio lo affascina. Anche se può vederlo solo da fuori. Ciò che non vede, lo affida alla fantasia, lo immagina: moquette avorio, profumo di agrumi e spezie, luci soffuse, voci pacate, candele, tante, tantissime candele. E lei. Lei con il suo profumo di iris, le sue mani bianche con le dita affusolate e le unghie smaltate di rosa. Lei è parte della sua fantasia, del suo turbamento, del suo doveroso controllo sui gesti, sulle cose ed anche sui pensieri.
«Sarei dovuto nascere quando l’illuminazione elettrica ancora non esisteva» pensa Enrico con gli occhi chiusi e il capo appoggiato al sedile della macchina. «Così avrei fatto scorta di candele e fiammiferi.» Ma appena fatta quella riflessione li riapre, gli occhi, e fissa il parabrezza chiedendosi: «esistevano già i fiammiferi quando non c’era l’elettricità?» E trovare una risposta a quella domanda per un po’ diventa la sua unica ossessione. 
Nel negozio, ignara di essere osservata Alessia impacchetta l’ennesima confezione della giornata poi, dato il resto al cliente, chiude la cassa, ripone la chiave nell’ultimo cassetto prende la borsa e indossa il soprabito salutando il padrone, occupato a fare i conti come tutte le sere. Grassini è un uomo massiccio e dai modi sgarbati con tutti, clienti compresi che, potendo, preferiscono sempre farsi consigliare e servire da Alessia.
«Da domani voglio che segni su di un foglio l’articolo venduto e il denaro incassato, sia quello contante che con carte di credito o bancomat» le risponde lui con l’ansia che accompagna sempre la sua voce quando si tratta di interessi. «Così da avere un immediato riscontro degli incassi giornalieri.»
Alessia non replica. Non lo fa mai quando si tratta del padrone sia perché sarebbe inutile, sia perché delle paranoie di quel vecchio non le importa nulla. Gli augura la buona sera ed esce. Fa freddo fuori, nonostante sia già primavera. L’aria è pungente, il cielo cupo. I lampioni per strada sono tutti accesi, tranne quello a ridosso del negozio, rotto da settimane che però non le impedisce di scorgere l’auto scura parcheggiata all’angolo della strada.
Due fanali lampeggiano e lei si incammina verso il marciapiede, passando lentamente davanti a un’altra auto, una Maggiolino scura, con a bordo un uomo di cui, nei giorni successivi, si sforzerà a lungo di ricordare i tratti.

Quando la sveglia incomincia a suonare, Crosetti la colpisce con la mano illudendosi che quel suono non provenga dalla realtà, ma faccia parte di un sogno, o meglio di un incubo, perché secondo lui non è possibile che sia già ora di alzarsi. Il sonno è sempre stato un suo problema. Fatica ad addormentarsi, ci sono notti in cui non riesce a farlo prima delle tre o delle quattro e quella che si è appena lasciata alla spalle è stata proprio una di quelle.
Appoggia i gomiti sul materasso, solleva la testa dal cuscino e tende le orecchie perché c’è qualcosa di strano: un vociare dalla strada inusuale, irritante, ad essere sincero, molto irritante. Infila le ciabatte e trascinando i piedi punta verso il bagno affidando a una doccia tiepida il compito infausto di svegliarlo del tutto. 
In strada invece, appoggiata al cofano della macchina il maresciallo Cristina Mantegna, da cinque giorni assegnata alla caserma di Bagnara di Romagna, sta pensando.
Ha le braccia incrociate sul petto ed indossa un paio di occhiali scuri non perché ci sia il sole, anzi, è una giornata uggiosa di quelle che non ti invogliano a uscire di casa, ma perché ha mal di testa e la luce, seppur tenue, la infastidisce.
Il brigadiere Mannasu, che è arrivato sul posto per primo sta cercando, un po’ imbarazzato, di ragguagliarla sui particolari che lei non conosce. E’ un uomo alto, magro coi capelli ancora scuri, nonostante i cinquantacinque anni, ma il viso solcato da rughe. Mentre parla, ricorda quasi con disagio la piacevole chiacchierata della sera prima con il suo superiore, quando passeggiando per la cittadina, giusto per farle prendere confidenza con le strade, le aveva detto che erano moltissimi anni che da quelle parti non succedeva più niente di brutto. Ed ora eccolo lì, in mezzo alla strada, circondato dai periti della scientifica in tute di tyvek arrivati da Ravenna, a smentire le sue parole, raccontandole quello che sa e che ha visto.
«E’ stata Alessia Capassi, la commessa a chiamarci. Questa mattina quando è arrivata ed ha trovato il negozio chiuso, è entrata con le sue chiavi e si è trovata di fronte il corpo. Secondo il medico legale, Romeo Grassini vittima e proprietario della bottega, sarebbe stato ucciso ieri sera dopo la chiusura con una pugnalata al cuore. Sempre secondo il patologo» continua. «L’assenza di lesioni difensive sul corpo, farebbero pensare che la vittima non si aspettasse un’aggressione. D’altra parte nelle rapine precedenti non era successo niente del genere.»
«Quali rapine?’ chiede il maresciallo voltandosi verso di lui. Gli occhi coperti da lenti impediscono al brigadiere di capire quale sia la sua espressione. Se seccata, curiosa oppure solamente interessata.
In realtà Cristina Mantegna è solo confusa perché prima di arrivare a Bragnara stava a Cuneo e non sa nulla dei casi a cui si riferisce il brigadiere.
«A Bubano, a Cotignola e a Villa san Martino, paesi della zona» la informa Mannasu disegnando con l’indice un cerchio nell’aria, «sono stati rapinati tre esercizi commerciali. Tutti di genere alimentare. La tecnica messa in atto è sempre stata la stessa: il ladro agisce da solo, entra nei negozi con il volto coperto, si fa dare l’incasso della giornata e scappa su un auto rubata qualche giorno prima a Ravenna.»
 «Che dista da qui?» chiede il maresciallo.
«Una trentina di chilometri» le risponde prontamente Mannasu.
«Questa volta però?» obbietta Mantegna. «Ammesso che il ladro sia lo stesso, il negozio non vendeva alimentari e ci è scappato il morto.»
Il brigadiere solleva le spalle. «Forse è successo qualcosa che gli ha fatto perdere la testa. L’ipotesi dei colleghi che lavorano ai casi è che si tratti di un drogato alla ricerca di spiccioli per una dose. Lo sa anche lei, maresciallo, sono persone che fanno presto a farsi prendere dal panico e a combinare casini. E poi Grassini, la vittima, era noto per non avere un bel carattere. Non era tipo da sottomettersi senza reagire. Probabilmente si è rifiutato di dargli i soldi e questo ha innervosito il ladro facendolo diventare aggressivo.»
«Può essere!» La Mantegna si stacca dall’auto e si sfila gli occhiali. «Che il proprietario abbia reagito. Immagino che quel signore con il soprabito bianco sia il magistrato» aggiunge puntando lo sguardo oltre le spalle di Mannasu il quale si volta e conferma. «Esattamente. E’ il dottor Minara, procuratore aggiunto. Glielo presento.»

Nello stesso istante a pochi metri da loro, Crosetti che ha saputo dai curiosi che affollano il marciapiede, quello che è successo, prima di mettersi alla guida della sua Fiat bianca fa quello che da una settimana fa tutti giorni: controlla che il Maggiolino parcheggiato di fronte alla panetteria di Nando, sia in ordine, al suo posto. E’ dal sabato precedente che cerca, senza successo, un garage dove lasciarlo e non perché sia il pensiero di un furto a preoccuparlo. La macchina che apparteneva al nonno paterno, un tempo medico condotto a Bagnacavallo, in realtà non vale molto, ma Crosetti, saputo che in paese si sta organizzando una mostra scambio di moto ed auto d’epoca, ha deciso di tirarla fuori dal granaio e di parteciparvi. Per togliersi uno sfizio, per dare finalmente vita ad una sua antica ambizione. Ma qualcosa di inaspettato rischia di trasformare quella che avrebbe potuto essere una gradevole esperienza, in una irritazione senza uguali. Crosetti si avvicina al Maggiolino e facendo coppa con le mani contro il vetro, controlla gli interni, poi fatto un passo indietro, picchia con forza il pugno contro il cofano e si allenta il nodo della cravatta come se quel gesto potesse aiutarlo a risolvere il suo assurdo problema.
Il maresciallo Mantegna dopo aver salutato il sostituto procuratore, incuriosita dall’atteggiamento dell’uomo sull’altro lato del marciapiede, anziché avviarsi verso l’auto di servizio, attraversa la strada e gli si avvicina.
Crosetti non è né alto, né basso hai capelli bruni e ricci e gli occhi chiari come il ghiaccio.
«Qualche problema?» gli chiede senza bisogno di presentarsi, sia perché è in divisa, sia perché è certa che nel caso ci penserebbe il brigadiere a fare le presentazioni.
L’uomo, colto alla sprovvista da un interessamento che non si aspettava, arrossisce, scrolla il capo e risponde con la prima cosa che gli viene in mente.
«No, no. E’ che, non si riesce più a vivere tranquilli! Uno se ne sta nel proprio negozio, a lavorare e guarda cosa ti va a succedere!»
Il maresciallo aggancia le mani dietro la schiena e guardando verso il marciapiede dove è parcheggiato il furgone della medicina legale gli pone un’altra domanda.
«Lei abita da queste parti?»
«In quel palazzo» Crosetti indica con il capo uno stabile di sette piani. «Ma non ho visto nulla.»
«Peccato. Un testimone ci avrebbe fatto comodo» risponde lei indossando nuovamente gli occhiali prima di salutarlo e tornare verso la macchina, convinta che l'uomo abbia mentito e male.
 
 
 


 
 





 

mercoledì 12 ottobre 2016

Creatività e gusto

Il cibo come ispirazione all'espressività narrativa
6 lezioni on-line 
 
Si scrive soprattutto per comunicare e non vi è comunicazione che si avvalga anche dei 5 sensi che sono una porta tra noi e il mondo. il corso si propone di unire creatività e alimentazione al fine di riappropriarci dei vissuti, dei ricordi del passato ed arrivare, con un approccio autobiografico, ad esplorare il presente, usando la percezione per narrare emozioni, creare personaggi e racconti. con il contributo dei partecipanti si dare vita a una sorta di ricettario da condividere con altri. per partecipare non è necessaria alcuna competenza specifica, se non la voglia di sperimentare nuovi percorsi ed amare la scrittura. Nel caso di interesse il corso verrà proposto (minimo 5 iscritti) anche in aula - in Alessandria – al giovedì con orario 18.00 – 19.30
Ogni lezione, sia on-line che frontale, costa 15 euro. Pagamento per i corsisti on-line tramite Poste Pay o Bonifico bancario. Per i corsisti in aula a fine lezione. A tutti verranno rilasciate la ricevuta del pagamento e un attestato di partecipazione.
Informazioni o iscrizioni inviando una e-mail a: cicerimariangela@gmail.com  
 
Programma
 
C'era una volta: il dolce gusto delle fiabe e delle favole. Io davanti alla casa di marzapane.  
 
I cibi della mia infanzia. Io e il sapore acido: asprezza e acidità pungente di un carattere scostante. Fastidio, odio e ostilità confessate, da bambina/o, alle pagine di un diario. 
 
L'aspro: severo e brusco come un limone. Sublimare le emozioni sperimentando un linguaggio nuovo. Sapori e sentimenti dell'adolescenza.
 
I pranzi delle feste: sapori e profumi fanno da sfondo a piccole grandi storie, reali o fantastiche, scritte per essere lette sotto l'albero di natale in attesa di condividere la stessa tavola.  
 
Amaro: il sapore caratteristico di un elemento privo di zucchero. Da piccoli ci appassionavano le storie che sapevamo come sarebbero andate a finire. Riscrivere il copione di una storia amara che può essere zuccherata. 
 
Un piatto indimenticabile: la ricetta del cuore raccontata ripercorrendo colori, odori, sapori ed emozioni che lo hanno accompagnato. La ricetta del saluto.
 

Copyright © 2016 Mariangela Ciceri
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mercoledì 5 ottobre 2016

Autunno Narrativo


5 buone ragioni per partecipare a un corso di scrittura creativa:
 

1.   perché ne hai sempre sentito parlare ma non hai mai avuto l’occasione di partecipare

2.   perché scrivi da tempo ma vorresti affinare le tecniche della narrazione

3.   perché è da un po’ che hai in mente una buona idea per un testo, ma non riesci a trovare la motivazione giusta per sviluppare la storia, dare maggior consistenza alla trama, all’intreccio, ai personaggi, consolidando la struttura del testo

4.   perché stai cercando delle buone idee e temi che tua creatività si stia esaurendo

5.   perché quando andavi a scuola ti dicevano che non eri portata/o per le materie letterarie, ma hai cose da raccontare, esperienze da rivivere e ti senti pronta/o per incominciare a farlo  

Partecipare a un corso di scrittura frontale oppure on-line permette di avvicinarsi o approfondire quelle regole narrative necessarie a scrivere un buon testo: articolato, equilibrato, narrativamente interessante.
Le esercitazioni e la lettura che ne conseguono, sono uno strumento di indispensabile verifica per comprendere quanto di ciò che si vuole dire, raccontare o anche solo ricordare, sia efficace e adeguato.
Per tutto il mese di ottobre all’interno della promozione Autunno Narrativo sarà possibile inviare un breve scritto (non superiore alla 12.000 battute). Verrà letto e valutato gratuitamente.

Per partecipare invia il testo a
riceverai una scheda di valutazione entro 8 giorni.
 
 

martedì 4 ottobre 2016

Corso Base Scrittura Creativa


Programma corso base scrittura creativa on-line

 

Il corso di si rivolge

  • a chi si avvicina per la prima volta alla scrittura creativa
  • a chi, avendo già esperienza vuole approfondire le conoscenze tecniche della narrazione
  • a chi da tempo ha in mente un'idea ma non trova la motivazione a farlo, perchè non crede nelle proprie capacità oppure non sa come sviluppare la storia
  • a chi sta cercando idee perchè teme di averle esaurite
  • a chi pur avendo già esperienza in materia vuole trovare in modo di dare maggior consistenza ai personaggi, alla trama, all'intreccio, consolidando la struttura del testo

 

L'argomento di ogni lezione verrà inviata settimanalmente via e-mail e conterrà:

  • una parte teorica (il dettaglio degli argomenti è nel programma che segue)
  • un'analisi dei testi inviati
  • esercitazioni pratiche
  • scheda di lavoro e un progetto di scrittura a lungo termine (contemporaneamente alle esercitazioni proposte settimanalmente si lavorerà ad un progetto che ha come scopo finale la stesura di un racconto breve) 

 

Programma in dettaglio

 

  1. Come e perchè si scrive: ispirazione, motivazione e tecnica. Le storie che andrebbero raccontate. Istinto e tecnica nella narrazione. Il timore della pagina bianca. Esercitazioni.
  2. La costruzione della trama, la sua struttura, il tema e la premessa tematica. L'incipit e l'inizio più giusto. Esercitazioni.
  3. La costruzione dei personaggi, la loro caratterizzazione, la caratterizzazione psicologica e le descrizioni fisiche. Personaggi principali e personaggi secondari. L'eroe e l'antieroe. Esercitazioni.
  4. L'ambientazione. Una scena per ogni storia. Gli intrecci e gli ambienti. I colpi di scena: ciò che il lettore non si aspetta di leggere. Esercitazioni.
  5. Il punto di vista. La voce narrante. Le descrizioni. Il linguaggio appropriato e di immediata comprensione. Esercitazioni.
  6. La scrittura autobiografica come spunto per storie reali e/o fantastiche. Quando parlare di noi è un bisogno più nostro che una necessità narrativa. Creare un personaggio che mi rassomiglia e fargli vivere storie che mi piacciono. Esercitazioni.
  7. Gli elementi dello stile e l'individuazione/costruzione di uno stile proprio. La revisione dei testi: editing di se stessi. Esercitazioni.
  8. L'officina della creatività.

 

Il costo è di 15 euro a lezione. Metodi di pagamento Bonifico bancario.